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Il Cammino

Una valle che non divide.
Attraversa.

La Val di Susa è da secoli una soglia tra mondi: Alpi e pianura, Italia ed Europa, partenze e ritorni. L'amaro ROCCI nasce qui, in una valle di valichi e passaggi. Non da una montagna immobile, ma da un territorio che accoglie, trasforma e lascia tracce.

Scorri per camminare
Bottiglia di ROCCI e bicchieri su una mappa della Val di Susa
Il territorio

Val di Susa.
Un crocevia, non una cartolina.

Mercanti, speziali, pellegrini e viaggiatori hanno percorso per secoli queste vie tra la pianura e l'Europa oltre le Alpi.

La valle non è soltanto lo sfondo di ROCCI: ne spiega il carattere. Alle erbe di quota si affiancano note balsamiche, spezie e agrumi che raccontano un territorio aperto al passaggio.

I tetti in pietra di Bigliasco e, in fondo, la Val di Susa
La traccia

Un foglio del 1927.
Quindici botaniche.

Nel 2024, durante il riordino della baita di famiglia a Bigliasco, Carlo Grandi ritrova un foglio manoscritto datato 1927. Contiene quindici botaniche, annotate con le relative dosi.

L'interno della baita visto da un'apertura nel muro: il tavolo, la panca, la finestra
La baita di famiglia a Bigliasco, in pietra e mattoni, nella luce del tramonto
La traccia

Carlo lo condivide con la madre, Gisella Rocci, da sempre appassionata di piante officinali. Da lì prende avvio un lavoro di ricerca durato due anni: studio delle botaniche, prove di infusione, bilanciamento delle proporzioni, sviluppo della ricetta.

Il risultato è ROCCI: un liquore alpino che conserva l'identità della ricetta originaria traducendola in un gusto contemporaneo.

Erbe essiccate e un bicchiere di ROCCI su un tavolo di legno
Tre date

Una traccia
che attraversa un secolo.

  1. 1927 L'appunto
  2. 2024 Il ritrovamento
  3. 2026 La prima produzione